Tavole digitali

File per lavorare e file per stampare…

Risoluzione

 

Lavorare in digitale è comodo; è possibile correggere un errore con un semplice Ctrl+Z, non ci sono problemi di impronte o sporcizia sulla tavola e, se anche non si conosce bene la tecnica, il software ci aiuta a non presentare una totale schifezza. In più non si spendono soldi per comprare carta, inchiostri, pennini e retini.
Sempre più fumettisti lavorano in digitale per tutta questa serie di motivi e per altri ancora.

Come spesso accade, quando una cosa è comoda si tende a dimenticare il cervello sul comodino e non si presta più attenzione ai dettagli. Uno degli errori più comuni tra chi lavora in digitale è di sbagliare risoluzione.
Il mondo amatoriale è pieno di aspiranti artisti che lavorano per mesi su tavole a risoluzioni inadatte alla stampa. Non è raro trovare tavole in A5 a 150 dpi che, una volta mandate in stampa, sembrano le schermate con pixel irregolari di un vecchio gioco anni ’80.

Lavorare in bianco e nero a 1200 dpi è pesantissimo per il programma e per il computer, naturalmente, ma bisogna considerare che il file su cui si lavora sarà l’unico prodotto di TUTTO il processo. Anche le tavole a 600 dpi, soprattutto se ridotte in modo consistente, possono rendere abbastanza bene; scendere sotto questa soglia, però, equivale a intagliare un soprammobile con l’accetta e sperare che venga liscio.

Quindi, prima di buttarvi sulla tecnica digitale per un lavoro, valutate bene che impiego dovrà avere. Per la stampa in volumetto adottate almeno il formato A4 a 600 dpi e se lavorate in scala di grigio ricordate di esportare i file in monocromatico.

 

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Librerie

Ogni software ha i suoi automatismi e le sue librerie di supporto. Tante belle cosine già fatte che possono aiutare chi non le sa disegnare con le sue mani. Clip Studio Paint in particolare ha una community di sviluppatori che caricano ogni giorno centinaia di modelli e disegni di qualità sul server di Celsys. Come per tutte le cose è importante farne un uso intelligente e, soprattutto, limitato all’indispensabile. Per tre motivi principali:

  1. Originalità: siete artisti, o vorreste esserlo, e come tali dovreste essere stimolati a cercare una vostra originalità. Se volete che i lettori distinguano il vostro personale modo di fare manga non potrete limitarvi a copiare a incollare lavori di altri come se fossero tessere di un puzzle. Una tavola non può essere un listino di elementi di una libreria software. Anche perché una libreria particolarmente bella verrà utilizzata da tanti utenti, e diventerà presto poco interessante per il lettore, mentre una libreria poco usata forse non sarà granché…
  2. Competenza: siete artisti solo se siete in grado di migliorare in continuazione. Fare tavole serve a produrre fumetti ma anche a crescere professionalmente. I software cambiano ma la mano che si abitua a “spostare” elementi su uno schermo, o lasciare che della prospettiva se ne occupi il programma, può sperare solo di diventare più rapida a spostare e caricare.
  3. Piacere: se siete artisti non lo siete per denaro. State facendo tavole perché vi piace, perché vi procura soddisfazione, perché è un’attività che non deleghereste a nessuno. Men che meno a un programma.

Questo non significa che fare tavole in digitale non sia formativo. Significa però che PRIMA di utilizzare uno strumento digitale sia necessario saper disegnare, inchiostrare, retinare e impaginare con le proprie mani. Programmi come Clip Studio Paint permettono di tirare righe parallele senza mettere un righello tutte le volte, disegnare un’edificio secondo uno schema prospettico senza rischiare di sbagliare l’inclinazione di una finestra e di semplificare mille altre operazioni che rendono la vita dei fumettisti una potenziale scocciatura.

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Esportazione

Quando esportate il file fate molta attenzione. Per gestire i livelli (layer per gli appassionati anglofoni) i programmi di grafica devono lavorare in RGB onde evitare grossi problemi di antialising. Quando salvate il file, anche se il programma vi sta dicendo che è in bianco e nero (monocromatico), è altamente probabile che non lo sia davvero.
Al termine del lavoro esportate il file in formato TIFF in bianco e nero senza livelli e controllatene le dimensioni. Una tavola B4 a 1200 dpi in bianco e nero pesa in media 5 MB e difficilmente supera i 18 MB. Se ottenete dimensioni molto più grandi o molto più piccole insospettitevi e controllate!

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I testi occupano spazio

Anche in digitale è possibile sbagliare le dimensioni dei balloon. La differenza con il tradizionale è che in digitale non ci sono scuse che tengano. Il balloon si può ridimensionare e i testi alla fine ci devono stare.
Questo non vi autorizza a raccontare l’Iliade in quattro balloon per occupare spazio e disegnare di meno, naturalmente… Chi legge un fumetto lo fa perché ha voglia di leggere un fumetto. Un libro circondato da un balloon è comunque un libro.