Tavole manuali

Dalla migliore tavola possibile al miglior file possibile

Tavole pulite

 

Se lavorate in tradizionale, cioè con carta e matita, le vostre tavole saranno piene di “pentimenti”, ovvero segni possibilmente leggeri che vi hanno portato ai disegni defitivi. Se lavorate con un minimo di progettazione, sulle tavole avrete anche i segni di costruzione e magari anche le tracce preparatorie delle ombre per la retinatura.
Tutto questo non solo è concesso, è assolutamente necessario! Una tavola senza incertezze è quasi sempre una tavola graficamente insoddisfacente. La cosa importante è che, prima di retinare, le matite vengano cancellate e la pagina ripulita o, come dicono quelli che amano darsi peso con termini anglofoni, facciate il “clean up” (ripulitura) e diate il tempo ai punti corretti con il bianchetto di asciugare per bene.

La tavola non deve essere perfetta, ma dovete essere sicuri che tutto ciò che passerà allo scanner sia il prodotto volontario delle vostre mani. Un’impronta digitale mista a marmellata di ciliege difficlmente lo è. Quindi tenete gli snack lontani dal tavolo da lavoro e mantenete la pagina più pulita possibile.
Molti autori giapponesi preferiscono usare una tavoletta luminosa e inchiostrare su un foglio separato. È più dispendioso (per ogni tavola si usano due fogli al posto di uno) ma il tempo impiegato si riduce notevolmente e la pulizia della tavola finale è decisamente migliore.

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Fogli di qualità

La cosa più importante da ricordare quando si fa una tavola è che questa dovrà essere scansionata e stampata. Non verrà esposta in un museo né acquistata da un collezionista.
La carta ha una grande importanza ma forse non per il motivo che molti pensano. La righellatura in ciano fa molto comodo ai professionisti e fa apparire professionali, ai profani, le proprie tavole. La caratteristica però più importante della carta per inchiostrazione è la pasta della carta stessa. Una bella tavola ha un’inchiostrazione fluida, modulata e senza interruzioni. Il pennino non è un pennello e ha bisogno di una superficie su cui possa scivolare con leggerezza mantenendo al tempo stesso una corretta assorbenza per gli inchiostri di china.
La carta più utilizzata in Giappone dai professionisti del manga è prodotta dalla I-C inc., che produce anche i retini professionali adottati da tutte le case editrici senza distinzioni.

La I-C inc. è stata acquisita, qualche anno fa, dalla Too Marker Products (TMP) inc., produttrice dei pennarelli Copic, che ha poi fatto uscire una carta sostanzialmente identica a quella della I-C inc..
È evidente che il processo di sbiancatura ha, come effetto collaterale, lo sfibramento del foglio. Quindi la carta migliore dovrebbe essere quella meno bianca. Tuttavia, nonostante sia la I-C che la TMP producano sia carta bianca che avorio, quella bianca vende molto di più, in particolare in occidente. Questo è dovuto al fatto che la maggior parte degli aspiranti fumettisti si focalizza più sull’aspetto della tavola da esporre o fotografare che non sulla sua scansione per la stampa.
Quindi, visto che il tempo che serve per fare una tavola è tutt’altro che breve, è sano spendere 30-40 centesimi per procurarsi un foglio di qualità.

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Soglia di scansione

 Scansionare una tavola manga con tratti più spessi e più fini, campiture e retini di diverse densità posizionati in giro non è come fare una fotocopia.
Lo scanner, anche quelli professionali da tipografia, quando scansiona in bianco-nero applica una soglia per distinguere i punti neri da quelli bianchi. Questo si traduce in un risultato digitale parzialmente diverso rispetto alla tavola originale, soprattutto se la tavola ha delle zone con un’inchiostrazione molto leggera e sottile e altre zone molto piene e scure. È purtroppo inevitabile. Quindi il fumettista, o l’editore, deve fare diverse prove e prendere una decisione. L’obiettivo è sempre quello di arrivare a un prodotto stampato di qualità.
Realizzare una bellissima tavola e scansionarla male è un po’ come fare un ottimo impasto per una torta al cioccolato e poi tenera nel forno a 240 gradi per sei ore.

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I testi occupano spazio

Già dopo la prima tavola, ci si rende conto che occorre fare attenzione alle dimensioni dei balloon. L’errore più comune è quello di disegnare dei balloon appena sufficienti a contenere il testo desiderato scritto con caratteri di dimensione adatta alla lettura sulla tavola di partenza. Quando poi la tavola scansionata viene ridotta per la stampa i testi non ci stanno più o, se preferite, non si leggono più. Un carattere alto 10 punti, quando la tavola viene ridotta del 40%, diventa di 6 punti e, a seconda del tipo di carattere usato, potrebbe non essere proprio leggibile da occhio umano.
Come si rimedia? In tradizionale non ci sono molte strade… se vi accorgete che lo spazio che vi serve per il testo di una battuta è più grande del balloon che gli avete dedicato, valutate l’ipotesi di ridurre il testo stesso. Meglio meno parole ma leggibili.