Nozioni generali

Bianco e nero

 

Comprendere bene questo aspetto è importantissimo.
Un file in “bianco e nero” contiene solo pixel bianchi e pixel neri. Niente colore e niente grigio. I grigi si ottengono con i retini, che sono dei fogli trasparenti adesivi puntinati con punti neri di diverse dimensioni e distribuzione.
Anche se a schermo può sembrare che vada tutto bene, bisogna controllare che effettivamente i file non siano in “scala di grigi”. Un file “in grigio” è soggetto a due possibili tristi destini:

  1. il tipografo lo manda in stampa così com’è e spera che il risultato assomigli a quello che avete prodotto.
  2. il tipografo lo trasforma in “bianco e nero” applicando una soglia. Ciò che sta sotto la soglia diventa bianco e ciò che sta sopra diventa nero.

Nel primo caso il grigio verrà “retinato” dal software di stampa, che a questo punto dovrebbe essere indicato tra gli autori, mentre nel secondo caso le tavole saranno profondamente diverse da quelle che avete prodotto voi.

Il tachikiri

 

I fogli da manga per comodità sono riquadrati e hanno una righellatura graduata sui quattro lati. Il riquadro è detto “tachikiri” che significa letteralmente “riquadro di taglio”.

Cos’è?

Il riquadro di taglio è, con una buona approssimazione, il confine del foglio stampato.

Come si usa?

Più che come “si usa” in realtà è importante capire come “non va usato”: essendo il riquadro che la tipografia seguirà per tagliare i fogli stampati, bisogna evitare di metterci elementi importanti troppo vicino o addirittura sopra; rischierebbero di venire tagliati del tutto o in parte. Questo non significa che non si deve superare il riquadro di taglio… al contrario! La maggior parte delle tavole manga vanno “al vivo” e quindi gli autori proseguono la tavola almeno 5 mm oltre il riquadro di taglio. Facendolo sono consapevoli che qualcosa della loro tavola finirà negli scarti della tipografia ma avranno la tavola stampata fino al bordo della pagina del volume. È sicuramente un errore sconfortante arrivare a disegnare precisamente fino al bordo del tachikiri. Il tipografo, in questo caso, deve scegliere tra due opzioni:

  1. lasciare un pochino bordo bianco tra la fine del disegno e il bordo del foglio;
  2. “mangiare” qualche millimetro della tavola;

Di solito un tipografo serio sceglie la terza opzione: vi telefona dicendo che il file non è corretto perché manca l’abbondanza.

I segni di taglio

 

I fogli da manga riportano, oltre al riquadro di taglio, al righello e ad altri segni, anche i segni di taglio. Si trovano all’esterno del riquadro come prolungamenti del riquadro stesso. Tutte queste guide sul foglio da manga sono stampate in ciano (azzurrino) perchè in questo modo non passeranno allo scanner durante una scansione in bianco e nero.

Una volta ridimensionato il file della tavola per adattarlo al formato di stampa, questo andrà stampato su carta in modo che possa essere tagliato all’altezza desiderata. Per essere sicuri che il tipografo tagli nel punto giusto, l’autore può riportare (ed è sempre meglio farlo) sulla tavola i segni di taglio.
Riportare i segni di taglio significa ripassare con un pennarellino nero i segni di taglio ciano dall’esterno del foglio fino a un paio di mm dal riquadro di taglio. In questo modo la scansione in bianco e nero, oltre alle parti inchiostrate e retinate, includerà anche questi segni e forniranno una guida importante al tipografo.

Risoluzione e effetto Moiré

 

Il fumetto giapponese è in bianco e nero. Il motivo è il costo di stampa, molto ridotto per la stampa in bianco e nero rispetto a quella a colori.
La risoluzione delle lastre tipografiche è di 1200 punti per pollice (PPP o DPI). Se il file ha risoluzione inferiore, il software della tipografia che produce la lastra “inventerà” quello che gli manca usando, se necessario, il proprio “retino”.

Una tavola scansionata a risoluzione troppo bassa, oltre a risultare poco definita, rischierà di avere un pattern, detto “effetto Moiré” dovuto alla sovrapposizione dei due retini. L’ideale è quindi produrre file in bianco e nero con una risoluzione di 1200 PPP. In realtà, visto che la stampa sarà comunque di formato ridotto rispetto alla tavola originale, anche 600 PPP producono un buon risultato. A maggior ragione se si parte dal formato B4.

Domande?